“Ciao Mirko, vorrei fare un tatuaggio, non so dove, non so cosa …ma qualcosa di particolare, che non ha nessuno…qualcosa di diverso…ma non so bene non so…a tempo tuo…vedi tu?”

Non c’è artista o mago o “tempo di un altro” che possa realizzare qualcosa di “diverso” o di autentico senza la forte intenzione di chi si vuole tatuare.

Il tatuaggio “particolare” nasce da noi, con noi.
Il tatuaggio  “particolare” è inevitabilmente autobiografico, poiché mette noi stessi al centro, al principio di ogni idea e manifestazione che ne consegue.
Il tatuaggio “particolare” nasce con la Presenza.

Il “non so, ma vorrei…” nasce da una esigenza interiore di esprimersi che potrebbe rimanere desiderio soffocato o soddisfatto in parte se non si hanno gli strumenti adatti a tradurlo.
E’ nel confronto e nel lavoro insieme che nasce dunque  la possibilità di liberarlo.
Posso sostenere fermamente, che non vi è lavoro “originale” che abbia
mai realizzato se non a quattro mani: l’intenzione è il principio, la spinta, la scintilla, TU; mentre il tattoo artist è il traduttore imagignifico di una storia, di un emozione che se personale, sarà inevitabilmente unica, come lo siamo tutti.

Questo approccio alla pratica del tatuaggio porterà sicuramente a creare qualcosa di cui non ci sarà bisogno di “tatuarla in un posto nascosto perché temo di stancarmi…”, ma ci apparterrà al pari della nostra stessa pelle, sarà manifestazione del nostro interiore, così nostro che sarà come “non avercelo” poiché ne diventeremo un’unica cosa.

La nostre esperienze raccontano, la nostra anima canta i suoi desideri, la nostra autenticità innata aspetta solo noi per manifestarsi, ma tante volte, per paura di non esser riconosciuti e accettati, rimaniamo in confort zone sacrificando talenti e aspirazioni , diventando così inconsapevoli al punto di autoconvincerci di non possederne.
E’ così che i sogni altrui, “o i tatuaggi altrui”, diventano i nostri, mentre credo che non ci sia possibilità più grande che impegnare il nostro tempo, “e la nostra pelle”, alla riscoperta di noi e delle nostre particolarità.
E’ così che il tatuaggio diventa espressione del Se.
E’ così che il tatuaggio diventa  parte integrante di un percorso iniziatico.

La materia è la trasmutazione evidente di un sogno, e non potrà mai non portar con se la memoria originaria, va solo rivelata: qual’ è la tua?

Mirko Pugliese

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